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Bambina maltrattata dai genitori. Fermata anche la zia che stava tentando di fuggire in Egitto

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di Redazione #Milano twitter@milanonewsgaia #Cronaca

 

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Gli agenti del Nucleo Tutela Donne e Minori della Polizia Locale, sotto la direzione del comandante Marco Ciacci, hanno proceduto l’11 luglio scorso al fermo della zia della bambina di tre anni, i cui genitori sono già in carcere per maltrattamenti dall’inizio di giugno.

A carico della donna, A. M. di trent’anni, sussistono indizi di colpevolezza e considerato il concreto pericolo di fuga – aveva infatti acquistato un biglietto di sola andata per l’Egitto per il prossimo 14 luglio – si è ritenuto opportuno procedere con il fermo.

Le indagini della Polizia Locale sono partite a metà maggio scorso, quando l’ospedale in cui la bambina era ricoverata ha segnalato al Tribunale di Milano possibili maltrattamenti. Dopo l’arresto dei genitori, fermati poco prima che riuscissero a prendere un aereo per l’Egitto, si è continuato ad indagare perché fin dall’inizio era emerso uno stretto legame con la donna, che aveva partecipato anche all’organizzazione della fuga dei due.

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Le indagini – l’informazione in un comunicato stampa ufficiale – hanno fatto emergere a carico della zia della bambina un quadro indiziario di gravi maltrattamenti fisici e psicologici ai danni della nipote, commessi sia nella casa di famiglia, sia durante il ricovero in ospedale prima che la minore fosse sottratta alla potestà genitoriale.

Prima di quel momento infatti, la donna dava il cambio al cognato nell’assistenza alla piccola ricoverata. Nelle telefonate con la sorella, A.M. descrive più volte le azioni compiute contro la nipote: pizzicotti, tentativi di soffocamento, capelli strappati. Oltre ad altri tipi di violenza per costringere la bambina a vomitare e congetture su violenze ai danni della bimba, come soffocamento o avvelenamento.

Quando gli agenti hanno scoperto che la donna aveva acquistato un biglietto di sola andata per l’Egitto il 14 luglio prossimo, con oltre 200 chili di bagaglio, è scattato il fermo. La donna è stata portata al carcere di San Vittore ed è in attesa di processo.

 

 

(19 luglio 2019)

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