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Ad Attilio Fontana non piacciono le cose fatte troppo in fretta – guarda, guarda… – ed essendo “preoccupato quando si fanno delle modifiche costituzionali con degli strappi” pensa proprio di votare “No”. Lo ha detto all’uscita di una scuola, dopo una visita agli studenti, perché ricostruire la propria popolarità distrutta è una cosa seria e bisogna iniziare dai posti giusti.
Il “penso proprio di votare No” di Fontana segue il “No” di Giorgetti e lascia scoperto Matteo Salvini a destra, sinistra, davanti e soprattutto dietro – ci passerete la battuta triviale – che è il luogo fisico dove succedono cose che non vorresti che succedessero, soprattutto alle tue spalle. Anche in politica. O soprattutto lì.
La dichiarazione di Fontana, la riporta Repubblica, è anche bellamente articolata. Il governatore della Lombardia dice infatti che “La nostra Costituzione è importante perché è equilibrata, ha una serie di pesi e contrappesi che fanno in modo che tutto stia in piedi. Io sono preoccupato quando si fanno delle modifiche costituzionali con degli strappi, perché si rischia poi di creare un vulnus in un’altra parte della Costituzione. Se l’unica proposta che viene avanzata in questo momento è quella di andare verso un proporzionale puro, non mi sembra la strada giusta. Credo che per cambiare la Costituzione lo si debba fare in maniera assolutamente seria”.
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Addirittura l’ex ministro Castelli, potentissimo e pochissimo amato ex ministro della Giustizia della Lega di Bossi, ha dichiarato che “Voterà No” al referendum del M5S che ha come unico obbiettivo quello di dire che “il parlamento è composto da fannulloni”. Ed è evidente che non è vero. Basti guardare lo straordinario impegno di Salvini, il quale sembra fare finta di non vedere che la Lega si prepara al redde rationem e al post sacrificio del segretario-tribuno. Intanto la prima necessità per il post-segretario è la ricostruzione dell’imene…
(15 settembre 2020)
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