di Redazione, #Milano
Secondo il leone o la leonessa da tastiera il cui valore è di poco superiore a quello di un cestino della spazzatura, che col suo contenuto almeno crea lavoro, bisogna attaccare la pizzeria aperta il 1° maggio a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese, in quanto gestita da ragazzi autistici. Com’era il refrain? Ne usciremo migliori? Auguri ai migliori.
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Lo schifìo riesce dove nemmeno gli imbecilli osano e dove i senza-neuroni cantano l’Osanna all’idiozia: “Non verrò mai da voi anche perché gli autistici non dovrebbero mettere le mani in cucina nei piatti in preparazione, come i poliomielitici”; “Untore, stai solo facendo del male al prossimo”. Eccola la poveraccia da social mettersi in gioco con tutta la sua scienza incappando, lei che non lo merita, nell’umana compassione del proprietario che cancella il suo cognome dal post. Tanto al pubblico ludibrio ci si è esposta da sola.
I RAGAZZI AUTISTICI NON DOVREBBERO CUCINARE E LEI È UN UNTORE PERCHÈ GLIELO CONSENTE.
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