Il 58enne trovato morto a Bergamo domenica 9 marzo è stato ammazzato perché al 24enne che ha confessato l’omicidio alla gip, già in “mattinata” era “balenata l’idea di fare qualcosa a Luciano”. Il perché? Secondo il racconto da fumetto horror di bassissima sceneggiatura, aveva “guardato dallo specchietto la mia ragazza”. E tanto è bastato.
Così, con la semplicità con cui si racconta di avere pestato un piede in metropolitana a uno sconosciuto, si narra l’omicidio di Luciano Muttoni, 58 anni, per quella che Repubblica definisce una “rapina pianificata” commessa dal 24enne che ha confessato, insieme al 23enne suo complice, che nemmeno nomineremo, entrambi presunti assassini fino a sentenza definitiva, e che raccontano il raccapricciante livello di disumanità a cui si è giunti lasciando che tutto scivolasse come se niente fosse. I due sono agli arresti dopo che la gip Solombrino ha convalidato il fermo per entrambi.
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Nel carcere di Bergamo avrebbero sostanzialmente confermato la confessione già resa ai carabinieri. “Una ripicca”, insomma. E se dovessimo scrivere una parola di troppo i colpevoli, con richiesta di danni, diventeremmo noi.
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(15 marzo 2025)
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