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Dopo la sceneggiata pro-clochard va in giunta l’assessora anti-clochard: la sincera politica leghista

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di Daniele Santi #Politica twitter@milanonewsgaia #Fontana

 

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Ricorderete la straordinaria sceneggiata salviniana pro-clochard sotto Natale, dove tocca pur far finta d’esser buoni? Ricordate il finto incazzereccio messo in scena dall’uomo al quale “giravan le palle” perché c’era Salvinima ci si faceva le foto insieme alle marce cittadine? Ricorderete, per esperienza personale immaginiamo, quanto sia difficile fare del bene senza farsi notare, no? Ebbene la farsa è già finita. La nova giunta leghista ha promosso la reale politica salviniana sui clochard: quella dell’odio e  dell’esclusione già chiarita dallo stesso Salvini in un video che lasciava poco spazio all’immaginazione..

Mentre eravamo tutti impegnati, noi per primi e facciamo ammenda, a giocherellare con la riesumazione di Letizia Moratti, controllora berlusconiana, che ha esordito in conferenza stampa dicendo le stesse cose ha detto in tutte le altre (questo scrivente c’era già anche in quei casi) Matteo Salvini e l’orrenda Lega salviniana riuscivano a piazzare in giunta, Assessorato alla politiche sociali, famiglia e disabilità, la leghista Alessandra Locatelli che cerco inutilmente di strumentalizzare la faccenda orribile di Bibbiano – poco dopo Salvini salì sul palco di Pontida con una bambina in braccio, perché lui i bambini li tiene lontani dalla politica.

Locatelli: già assessora della giunta di Como dove si distinse per l’ordinanza che a Como vietò di dare cibo ai clochard e donna abbastanza contraria ai migranti da essere pronta a puntare il dito e riuscire nel capolavoro di proporre, ad inizio pandemia, di togliere da scuola tutti i bambini cinesi, anche quelli nati in Italia che la Cina non sanno nemmeno dove sia. Nel caso specifico in Italia il virus non era ancora arrivato, era presente solo il virus razzista e omofobo che la Lega spande ad ogni respiro.

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Rifondazione Comunista dice la sua sulla nomina:

Ancora una volta le amministrazioni a targa lega/centro destra fanno i salti mortali per “sistemare” i fedelissimi di Salvini calpestando la necessità di competenze e formazione politica necessarie per ricoprire certi ruoli. Nel caso della neoeletta assessora Locatelli la giunta Fontana si è addirittura inventata un assessorato, quello alla famiglia, mettendoci una salviniana di ferro balzata agli onori della cronaca quando, da assessore ai servizi sociali del comune di Como, aveva nell’ordine: fatto spegnere il wifi pubblico in alcune zone della città per fare in modo che non se ne servissero le persone senza fissa dimora ed in particolare i migranti, fatto rimuovere delle panchine storiche in Piazza san Rocco per la stessa ragione, fatto multare don Roberto Malgesini per aver trasgredito all’ordinanza antiaccattonaggio servendo le colazioni in strada alle persone senza fissa dimora e, ciliegina sulla torta, fatto chiudere in piena estate la sola fonte di acqua potabile in un luogo dove 60 migranti vivevano senza servizi igienici…” lo scrive Prima Como.

Locatelli è famosa anche per avere invitato gli amministratori a rimuovere dagli uffici pubblici la foto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pare non sia stata ascoltata granché. Dunque la straordinari epopea del Grande Giubilato Gallera lascia il posto ad un rimpasto di giunta lombarda all’insegna del sempre peggio, perché al peggio non c’è mai fine e rinnova l’invito agli italiani ad aprire gli occhi e a vedere cosa c’è sotto quello che viene raccontato come progresso attraverso i virus dell’odio, della propaganda, dell’illiberalismo, del razzismo, dell’omofobia, della misoginia, in una parola.

Sotto il salvinismo ci sono solo sete di potere ed incompetenza unite alla propensione a servire il capo ad ogni costo, certi di una ricompensa. Roba che con la politica vera, non c’entra niente.

 

(10 gennaio 2021)

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