di Giovanna Di Rosa, #Politica
Succedono cose nel PD che voi umani non potete nemmeno immaginare. Succede, ad esempio, che chi comanda sul serio nel partito – e chi comanda sul serio nel PD si chiama Franceschini – dopo avere in qualche modo contribuito all’operazione di epurazione di Enrico Letta ad opera di Matteo Renzi (da allora additato come l’unico male del PD) si cosparga il capo di cenere, indossi il cilicio e vada in pellegrinaggio parigino invocando il perdono di Enrico Letta riuscendo a farlo tornare indietro, perché a una segreteria 2.0 non si rinuncia mai. Per amore di partito, mica del potere, cosa avete capito?
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Avremo quindi, grazie all’abile tessitore Franceschini, un nuovo segretario che è già vecchio, perché nella politica italiana si parla sempre del futuro guardando al passato, e che sarà impallinato una seconda volta dopo essere stato fatto a pezzi una prima, dal partito di cui è tornato ad essere segretario, ma dove continua a comandare Franceschini.
Non trovate affascinante tutto questo arrovellarsi, impegnarsi e scervellarsi per beghe squisitamente interne mentre c’è tutto un mondo intorno devastato dal Covid-19, dalla mancanza di un futuro, dall’assenza di risposte sui ristori, dalla sempre più onnipresente precarietà, mentre uno dei più grandi partiti d’Italia si spacca la schiena per continuare a guardarsi l’ombelico? – tocca dargli atto che l’esercizio è di per sé faticoso, e il rimanere assisi non aiuta gli addominali.
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(12 marzo 2021)
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