di Daniele Santi, #politica
“C’è stato un fraintendimento”, spiega Salvini – l’ennesimo, diremmo noi – dentro la granitica unità del centrodestra e non è vero che Berlusconi rinuncia al Quirinale. Del resto non è forse vero che ci penseranno i suoi, quella destra lì, a trombarlo? Dunque che bisogno ci sarà mai di rinunciare a una candidatura che non si tradurrà mai in elezione?
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Salvini comunque non è interessato a parlare realmente di elezioni e del Quirinale. Lui vuole parlare di sé e marcare il territorio nel centrodestra, così dice che dev’esserci stato un “fraintendimento fra Giorgia e Silvio. Il centrodestra governa in molte regioni centinaia di comuni, Lega e Fi sono insieme al governo e quindi cercheremo di fare una sintesi” che dal punto di vista dell’elezione del presidente della Repubblica non vuol dire niente. Poi la comunicazione di servizio: “Si vota fra 62 giorni, io mi sono ripromesso di entrare nel merito dopo Natale. Altrimenti comincia il tira e molla Draghi, Berlusconi… Io dico che il centrodestra sarà compatto”.
Lo ha detto, il segretario leghista, a Porta a Porta, nella puntata in onda il 19 novembre. Il commento era diretto a Meloni d’Italia che ha osato affermare che Berlusconi si sarebbe reso conto di non avere i numeri per essere eletto alla presidenza della Repubblica. Ed è inspiegabile, spiegabilissima dal punto di vista della propaganda interna, l’ostinazione con la quale si continua a raccontare di Berlusconi al Quirinale.
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(19 novembre 2021)
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