di G.G.
Dunque niente Dostoevskij alla Bicocca anzi sì, e invece è “forse”… Faremo il corso inserendo anche autori ucraini; così la mentalità da social che si è impossessata evidente anche delle alte sfere della cultura italiana, ha liquidato la serie di lezioni che lo scrittore Paolo Nori, uno dei maggiori esperti di letteratura russa d’Europa, avrebbe dovuto tenere alla Bicocca.
Grazia a Nicole Minetti, si è giunti alla fine. Mattarella prende atto delle conclusioni della Procura
"L’Autorità Giudiziaria competente - la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano - ha condotto gli accertamenti,... →
Paolo Nori avrebbe dovuto inserire nel corso, come confermato dallo stesso Nori alla trasmissione Forrest su Rai Radio 1, anche autori ucraini “che non conosco”. A tanto dunque siamo arrivati: tutto ciò che è russo, anche la lingua meravigliosa parlata da quel popolo, anche la letteratura indimenticabile degli autori che da quel popolo sono venuti e quel popolo hanno difeso, siccome Putin ha invaso l’Ucraina, deve essere messo al bando nella solita semplificazione disumana che tanto ci caratterizza. E ci caratterizza ancora di più quando ci sentiamo così umani da voler prendere misure d’uguaglianza. Insomma siamo a Gogol. Che era russo, mica ucraino. E a “L’Ispettore generale”.
Paolo Nori che è uomo di cultura e non di apparato ha detto pubblicamente: “Faranno il corso con qualcun altro”, dopo avere declinato l’invito privatamente. E, per dirla tutta, la decisione di cancellare tutto ciò che suona russo di questi giorni è più in linea con l’ideologia neo-sovietica dell’invasore dell’Ucraina che con i difensori dei diritti umani europei.
Teatro Arcimboldi, “Genesis. One Night with the Orchestra”. Il 13 giugno
Il 13 Giugno 2026 il TAM Teatro Arcimboldi si accenderà per un'esperienza sinfonico-rock senza precedenti: "Genesis. One Night... →
(3 marzo 2022)
©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata
