di Giancarlo Grassi
Non ci sarebbe da stupirsi se sotto il gigantesco casino diplomatico provocato da questo governo di dilettanti assai poco capaci, con i nostri cugini d’Oltralpe per questioni di migranti atte a coprire governative manchevolezze che erano chiare dal giorno successivo alla caduta del governo Draghi ci fosse una delle tante frasi infelici di Salvini.
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L’8 novembre scorso infatti il leader leghista al quale non sfugge una poltrona, qualsiasi risultato ottenga in quella precedente, generalmente da dimenticare (e infatti se la dimenticano dandogliene subito un’altra, dato che si vive sperando, nel beato mondo delle destre), aveva infatti commentato un pastrocchio di accordo rimediato tra Meloni e Macron con uno dei soliti tweet da social: “Bene così. L’aria è cambiata”.
E infatti l’aria è diventata gelida e la Francia, che al contrario dell’Italia le porte può anche sbatterle non avendo bisogno di andare a bussare a soldi con il cappello in mano ogni tre per due, accoglierà certamente la Ocean Viking – come forse voleva Salvini – ma ha chiuso le porte ad ogni collaborazione sui migranti con l’Italia. Ed ha caldamente invitato l’Europa a fare altrettanto. Ora la domande è una sola: a chi daranno ascolto a Bruxelles, ai post di Salvini o ai diktat di Parigi?
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(10 novembre 2022)
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