di Redazione MI
Senza casa per mesi, coerentemente con molti sfrattati. Perdonateci l’alleggerimento emotivo, ma le ultime dal Leoncavallo dicono che dalla prossima primavera il centro sociale sgomberato per la gioia di Salvini potrebbe avere una nuova sede a primavere inoltrata del prossimo anno. A tanto ammonterebbero i tempi tecnici per assegnare il nuovo spazio con un bando pubblico, aperto a tutti.
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Poi la nuova sede andrà riqualificata. Lo scrive Repubblica.
Secondo il quotidiano la nuova sede si aprirà in via San Dionigi, nel quartiere di Porto di Mare, periferia sud di Milano, che è dove il Comune ha individuato un’alternativa Sindac dopo lo sfratto-capolavoro (leggasi attacco da Roma al Sindaco Sala) che ha riportato il Leoncavallo, ma non Casapound – stesse modalità ma più protezioni – agli onori della cronaca nazionale a beneficio presunto di Salvini.
Nel frattempo le serrature esterne del Leoncavallo sono state cambiate, verranno distrutti i bagni per rendere l’ex cartiera ancora più inospitale, le forze dell’ordine resteranno lì a vigilare, e gli ex-occupanti per i prossimi trenta giorni potranno entrare solo per riprendere le proprie cose.
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Al Leoncavallo serviranno subito 300 mila euro solo per le bonifiche dell’amianto sul tetto del capannone del nuovo spazio. Altri 3 milioni per la riqualificazione completa. Risorse che al momento il centro sociale non ha.
(23 agosto 2025)
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