di Samuele Vegna
Io non so se sono un medium o un sensitivo, ma di sicuro per questa notizia non serviva comunicare con il mondo degli spiriti.
Ovverosia, il nostro Scalo Romana, riqualificato coi soldi dei cittadini e delle cittadine, per ospitare gli atleti e le atlete di Milano-Cortina 2026, non sarà riconvertito solo in uno studentato, ma vi sorgeranno anche grandi palazzoni residenziali da tremilaottocento euro al metro quadro.
In più, una singola per uno studente o una studentessa, costerà mille euro al mese, e le agevolazioni saranno solo per quattrocentocinquanta degli oltre millesettecento posti letto. E meno male che sono così tanti, solo perché tredici tra consigliere e consiglieri hanno proposto di aumentarli: all’inizio erano solo centocinquanta. Ma meno male che Manfredi Catella e Beppe Sala hanno rinegoziato gli accordi.
Noi avevamo vaticinato questo colpo al diritto all’abitare, che è emergenziale, in questo articolo, ed è un obbrobrio antisocialista e turbocapitalista che in tutto ciò, ci saranno soltanto cento appartamenti di edilizia popolare e duecentoventi di edilizia convenzionata. Meno male che hanno tuttə quantə le mani pulite. E le coscienze?
Insomma, il diritto all’abitare in città è sempre più un miraggio, o come si direbbe nei celebri salotti milanesi, un mirage. Mi resta soltanto da dire: oh dio cemento, quanti alberi non verranno piantati in questa rigenerazione che da quindici anni ce ne promette sei milioni dai più illustri palchi della politica di “sinistra” milanese? Ma si sa, va sempre così, una mano lava l’altra e iinsieme lavano il SalvaMilano.
Secondo me non fa troppo freddo per protestare.
(24 novembre 2025)
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