Violento e “poco raccomandabile”, uno che pestava pure con “accanimento” con un martello un disabile che frequentava il bosco di Rogoredo, oltre a taglieggiarlo per denaro e droga. E’ la poco lusinghiera descrizione di Carmelo Cinturrino che veniva fuori durante l’indagine che si allargava ad altri due agenti (per un totale di sette) sull’ammazzatina del pusher marocchino che è stato ammazzato e basta, non brandiva nessuna arma e non minacciava poliziotti.
Ora Carmelo Cinturrino, in carcere per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ha raggiunto quota 43 capi d’imputazione e all’accusa di omicidio di Abderrahim Mansouri del 26 gennaio nel bosco di Rogoredo, va aggiunto “con l’aggravante della premeditazione”. Tra le accuse, scrive l’ANSA, anche sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio e rapina.
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Uno degli agenti indagati dichiarò che Cinturrino “Voleva che tirassero fuori droga e soldi, spacciatori e tossici” confermando a verbale (l’interrogatorio citato è del 19 febbraio 2026) le “richieste di soldi e droga” da parte dell’assistente capo Carmelo Cinturrino.
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(16 marzo 2026)
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