A Milano c’è un network di spazi rigenerati, destinati a molteplici funzioni che si snoda per i quartieri e li arricchisce di servizi, attività, progetti e opportunità. È la rete Spazi Ibridi Milano, promossa, nel 2021, dal Comune attraverso la costituzione di un Elenco qualificato che, a breve, potrà essere aggiornato e ampliato mediante un Avviso pubblico che permetterà a nuovi soggetti di aderire, portando la propria esperienza.
Da oggi e fino al 21 ottobre, l’Amministrazione ha lanciato una campagna di comunicazione urbana diffusa con l’obiettivo di accrescere la conoscenza, la visibilità e la fruibilità della Rete tra la cittadinanza.
Distortə 3.0 – Gli antidoti all’odio. Torna il format formativo di Gaynet alla Casa dei Diritti di Milano
Le pratiche di conversione si fondano su una profonda distorsione della realtà: trasformano identità di genere e orientamenti... →
“Milano crede molto nelle potenzialità della Rete degli Spazi Ibridi – commenta il Sindaco di Milano Giuseppe Sala –. Questi spazi sono tra i luoghi che meglio raccontano come la nostra città si è rigenerata e si rigenera, a livello urbano e sociale. Il mix di funzioni, attività e iniziative proposte e organizzate in questi spazi ha avuto un impatto positivo nei quartieri, attivando e rivitalizzando il tessuto sociale ed economico dell’area in cui sono situati. La Rete è, dunque, espressione di un patrimonio di esperienze, progetti e servizi aperti alla città che vogliamo possa continuare a crescere, includendo ulteriori spazi e iniziative socio-culturali di valore per la comunità milanese. Oggi, con il lancio di questa campagna di comunicazione, ribadiamo la centralità degli Spazi Ibridi nello sviluppo di una Milano sempre più sostenibile, policentrica e vicina alle cittadine e ai cittadini”.
Ex spazi industriali, cascine, ex scuole: ogni spazio ha la propria storia e specificità, ma tutti sono luoghi aperti alla città, dove le persone possono entrare, incontrarsi, socializzare senza necessariamente consumare o pagare un biglietto. Si definiscono ibridi perché propongono all’utenza un mix di funzioni socioculturali che vanno dalle attività artistiche e di spettacolo, a quelle formative ed educative, dalle proposte di animazione e intrattenimento a quelle sportive, fino all’erogazione di servizi di inclusione sociale e di welfare e molto altro ancora. Hanno forme giuridiche eterogenee e vedono la compresenza di attività non lucrative e attività commerciali come la ristorazione, la somministrazione, o la vendita di prodotti agricoli o artigianali che garantiscono la continuità, la sostenibilità economica e lo sviluppo imprenditoriale delle iniziative; infine, presentano un elevato livello di innovatività nelle forme organizzative e nelle modalità di erogazione dei servizi.
Per questa sua specificità la Rete costituisce oggi un’infrastruttura sociale distribuita e un presidio civico nei quartieri che crea opportunità di lavoro (in alcuni casi con un’attenzione specifica ai soggetti fragili), promozione dell’imprenditorialità a impatto sociale e della cittadinanza attiva.
Acne, psoriasi e nei: i trattamenti dermatologici più richiesti
La pelle è il nostro biglietto da visita, ma soprattutto è una barriera fondamentale tra il nostro organismo... →
Nel corso degli anni è cresciuta significativamente per numeri e varietà: da 12 membri aderenti nel 2022 alle attuali 25 realtà: Anfiteatro Martesana, Base Milano, Campo Teatrale, Casa degli Artisti, Casa dei Giochi, Cascina Cuccagna, Cascinet, Heracles Gymnasium, Kinlab, Lab Barona Repair Cafè, Magazzino Musica – Mamu, Mare Culturale Urbano, Mosso, Nuovo Armenia, Padiglione Chiaravalle, Ribalta Barona, Rob De Matt, Santeria Toscana 31, Scirocco by Mare Culturale Urbano, La Redazione Milano – Scomodo, Stecca3, Teatro Cinema Martinitt, Zona K, Zumbini 6 e Spirit De Milan (attualmente sospeso per la chiusura della storica sede di via Bovisasca 59).
Accanto alle esperienze più consolidate (ad esempio Base Milano e Mare Culturale urbano celebrano il loro decennale proprio quest’anno), si sono affiancate nuove realtà (come Nuovo Anfiteatro Martesana – NAMA, La Redazione Milano – Scomodo), espressione della vitalità e della continua evoluzione delle forme di imprenditorialità culturale e sociale nei quartieri.
“Il Comune di Milano sostiene da anni la Rete e l’impatto diffuso che essa genera, sulle diverse comunità urbane e sui quartieri. Per questo – annunciano gli assessori Alessia Cappello (Sviluppo economico e Politiche del lavoro) e Tommaso Sacchi (Cultura) – la settimana prossima porteremo in Giunta una delibera che ne permetterà l’ampliamento a nuovi soggetti che potranno ulteriormente arricchirne l’offerta e aumentarne la capillarità”.
La Rete oggi muove in città un pubblico di quartiere, cittadino e internazionale di oltre 1.700.000 presenze l’anno ed è una piattaforma viva e in continuo cambiamento su cui atterrano politiche urbane e iniziative pubbliche varie, dal palinsesto culturale diffuso “Milano è viva”, ai bandi per la promozione giovanile come “Cento Idee” e “Open Casello”, da attività in ambito Food Policy, a progetti di prossimità come i Crowdfunding civici.
Nel 2024, attraverso un percorso di co-progettazione per rafforzare la Rete nel suo insieme, è stata messa online anche una piattaforma digitale comune che ne potenzia la capacità di coordinamento e collaborazione e la promozione al pubblico.
L’Agenzia Lama ha recentemente misurato l’impatto sociale degli Spazi Ibridi di Milano attraverso un Report risultato vincitore alla quinta edizione del Premio Impatto del Salone CSR e dell’Innovazione Sociale (Bocconi, sezione PA). Dalle attività di monitoraggio emerge che sono stati realizzati più di 5mila eventi e attività socioculturali, nell’arco di oltre 4mila giornate di programmazione e sono stati offerti gratuitamente 3mila servizi, attività e spazi, e 2.300 a prezzi agevolati (per esempio attrezzeria, ciclofficina, co-working, ludoteca e doposcuola, attività corsuali, incontri pubblici, orto, ostello, palestra, portierato, residenze artistiche, spazi espositivi e sale polifunzionali, sportello di ascolto, sportello legale, studio di registrazione, visite guidate). Gli Spazi hanno, inoltre, generato ricadute economiche anche attraverso le attività svolte da oltre 1.300 soggetti (start-up, associazioni, artigiani, imprese sociali, ecc.), che hanno utilizzato i luoghi per la vendita di prodotti e l’erogazione di servizi e attività. La misurazione ha, infine, evidenziato 58 interventi di riqualificazione edilizia (metà degli Spazi in Elenco hanno in gestione immobili pubblici) e 90 adesioni a reti territoriali strutturate (come tavoli di partecipazione, consulte, reti cittadine, nazionali e internazionali).
(16 ottobre 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
