PubblicitàAttiva DAZN

MILANO

Pubblicità

SPETTACOLI

Teatro Arcimboldi, “Genesis. One Night with the Orchestra”. Il 13 giugno

I Genesis, nati nel 1967, nella prima metà degli anni Settanta furono tra gli interpreti assoluti del rock progressivo britannico [.....]
HomeLugano & Canton TicinoSublime, Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini. A Lugano fino al...

Sublime, Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini. A Lugano fino al 10 novembre 2019

SEGUI GAIAITALIA.COM SU

di Redazione #Lugano twitter@milanonewsgaia #GiovanniSegantini

 

LEGGI ANCHE

Grazia a Nicole Minetti, si è giunti alla fine. Mattarella prende atto delle conclusioni della Procura

"L’Autorità Giudiziaria competente - la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano - ha condotto gli accertamenti,...

Dal 25 agosto al 10 novembre 2019, il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini: un nuovo allestimento della collezione intorno al monumentale Trittico della Natura del grande maestro. Al centro il mondo alpino, da quello romantico di William Turner fino a quello contemporaneo della coinvolgente installazione di This Brunner.

Per tutto il 2019, il Museo d’arte della Svizzera italiana ha la straordinaria opportunità di ospitare il Trittico della Natura di Giovanni Segantini, esempio eminente di espressione del Sublime che da oltre cent’anni non è più stato esposto al Sud delle Alpi. Per valorizzarne l’eccezionale presenza a Lugano, il museo organizza una nuova mostra della collezione raccogliendo intorno all’opera monumentale del grande maestro, da cui il titolo Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini, artisti di spicco, tra gli altri Giacometti, Boccioni, Hodler e Burkhard.

Partendo dalla riflessione sul concetto di ciò che artisticamente si può definire Sublime, l’esposizione traccia un percorso visivo della pittura di paesaggio, intesa come espressione del “Sentimento di montagna”, in Svizzera e all’estero dal XVIII al XXI secolo. Centrale è il dialogo tra il Trittico della Natura di Giovanni Segantini e l’installazione video Die Magische Bergwelt in den Filmen von Daniel Schmid dello svizzero This Brunner, collocati uno di fronte all’altra dando luogo a una mostra nella mostra. Per vent’anni curatore della sezione Film Tributes di Art Basel, Brunner realizza un’opera coinvolgente con una sequenza di scene tratte da quattro capolavori del regista grigionese Daniel Schmid, restituendo una visione del paesaggio alpino tra idealizzazione, magia e realtà.

LEGGI ANCHE

Teatro Arcimboldi, “Genesis. One Night with the Orchestra”. Il 13 giugno

Il 13 Giugno 2026 il TAM Teatro Arcimboldi si accenderà per un'esperienza sinfonico-rock senza precedenti: "Genesis. One Night...

Il percorso, che si dispiega attorno ai due grandi lavori di Segantini e Brunner, è composto da una  sessantina di opere e si apre con un protagonista del romanticismo europeo, William Turner e due  illustri interpreti della mitologia alpina, Alexandre Calame e il giovane Ferdinand Hodler, per i quali la  maestosità, l’imponenza e il mistero rendono il soggetto della montagna perfettamente coerente con il sentimento di smarrimento e contemplazione ricercato nell’estetica del Sublime.

Seguono i lavori di Giovanni Giacometti e Umberto Boccioni, vicini all’opera di Segantini. Del primo è  esposta la bella tela Sera sull’alpe datata 1908; del secondo un importante nucleo di opere appartenenti alla donazione Chiattone: una serie di tele divisioniste, precedenti al suo periodo futurista, dove natura e paesaggio sono protagonisti.

Nel percorso si incontrano alcuni artisti contemporanei per cui la rapprentazione della montagna diventa ambivalente. Nell’assemblaggio intitolato Oh Ubi gli elvetici Lutz e Guggisberg riprendono in chiave ironica il significato simbolico e identitario di cui è stato investito il soggetto alpino in Svizzera; Balthasar Burkhard nelle fotografie del Bernina ne ripropone invece la forza romantica; mentre Not  Vital, da sempre legato all’ Engadina, traspone il mondo alpino nell’installazione composta da 170  “palle di neve” in bronzo patinato di bianco che chiude la mostra.

Infine sono presenti numerosi dipinti di paesaggio e vita rurale eseguiti da artisti ticinesi, in cui è possibile ritrovare un senso di sublimazione. Filippo Franzoni interpreta i paesaggi locarnesi come stati d’animo, aprendosi a una sensibilità simbolista; nei paesaggi montani di Luigi Rossi le figure rurali sono portatrici di quei valori esistenziali vicini al modello segantiniano, anche se contraddistintiti da una specificità e una valenza identitaria ticinese. In questo senso è interessante anche l’opera fotografica di Roberto Donetta nella quale è documentata la vita in trasformazione verso la modernità della valle di Blenio.

 

(19 agosto 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 


 




Milano
cielo coperto
19.3 ° C
19.7 °
18.4 °
84%
5m/s
100%
Ven
22 °
Sab
26 °
Dom
27 °
Lun
28 °
Mar
21 °
PubblicitàYousporty - Scopri la collezione

CRONACA