di Giovanna Di Rosa #Milano twitter@milanonewsgaia #razzismo
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Eccola la brianzolissima madre che, travolta da un ardore insostenibile ed incontrollabile, prenda del furioso orgasmo da agone calcistico, non riesce a trattenersi e grida “negro di mxxxa” ad un bambino – un bambino! – che gioca a calcio nella squadra avversaria di quella del di lei pargolo che ci auguriamo cresca meglio della propria madre.
L’insulto gratuito e razzista arriva alle orecchie di tutti: baby calciatori, pubblico, allenatori, vertici delle società, che decidono di far giocare tutti gli juniores con la faccia dipinta di nero in occasione della propria partita.
La società, Aurora Desio, pubblica immediatamente un post sulla sua pagina Facebook nel quale condanna con forza l’accaduto. Il bambino insultato, insomma quel “negro di mxxxa”, ha 10 anni, dieci anni come il figlio della razzista brianzola e forse gliene serviranno altri venti per dimenticarsi, o decidere di sorvolare, su quell’insulto gratuito lanciato da una incosciente.
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Consigliamo alle nostre lettrici e ai nostri lettori la lettura integrale del post pubblicato dalla società, degnissimo e di rara umanità, augurandoci che sia di esempio alle sempre troppo cialtronesche dirigenze del calcio che conta che nascondono il nulla delle loro dichiarazioni dietro il fumo dell’apparente serietà con la quale le pronunciano.
(5 novembre 2019)
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