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Nel mese di gennaio 2020 il gruppo Instagram “Brescia ai bresciani” ha lanciato un sondaggio razzista dal titolo “Brescianistan School Cup”, volto a individuare – da un preciso elenco – la scuola bresciana con il più alto numero di studenti stranieri. In particolare, sono stati coinvolti tutti i seguenti istituti scolastici della città e della provincia: Arnaldo, Tartaglia, Castelli Moretto, Don Bosco, Calini, Olivieri, Don Milani, Mantegna, Gambara, De André, Pastori, Golgi, Copernico, C.F.P. Canossa, Artigianelli, Fortuny, Lunardi, CFP Lonati, Gigli, Bazoli, Sraffa, Primo Levi, Antonietti, Leonardo, Bagatta, Abba, Scuola Bottega, Arici ed Einaudi.
Il “regolamento”, indicato dai gestori della pagina, è molto esplicito: «più ragazzi stranieri ci sono in classe e più l’apprendimento è difficile e prosegue a rilento», dal momento che «alle elementari non si imparano le basi, alle medie le lacune si ampliano, al liceo si intensificano, all’università chi ha avuto in classe studenti stranieri sarà svantaggiato nei confronti di chi invece non ne ha dovuto condividere gli studi».
Tutti gli utenti sono, peraltro, invitati a parlare del sondaggio «con gli amici, a scuola e a casa», dal momento che il tema sarebbe «sempre poco discusso in modo chiaro e preciso» e «un elemento importante per la scelta [della scuola superiore] è il tasso immigrati in classe».
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Grazie alla segnalazione del giornalista Paolo Berizzi («La Repubblica», 16 febbraio 2020), la pagina Instagram è stata bloccata, ma i responsabili hanno aperto un secondo profilo (@brescia.ai.bresciani), accusando il social di censura e cercando di ridurre l’impatto delle loro affermazioni precedenti: «per noi è un gioco, un modo per smascherare il perbenismo che sfrutta l’immigrazione di massa; c’è un’ipocrisia di fondo, tutti vogliono sapere quanti stranieri ci sono in classe col proprio figlio» («Giornale di Brescia», 18 febbraio 2020, p. 11), ma anche «Noi puntiamo il dito verso la luna, che rappresenta il problema delle classi ghetto, della differenza tra chi può permettersi scuole private e chi no, il crollo della nascita da parte di coppie italiane, l’ipocrisia di progressisti e benpensanti… ma loro guardano il dito» (Instagram, @brescia.ai.bresciani, 18 febbraio 2020).
Sulla base di queste premesse, i gruppi “6000 Sardine Brescia e provincia” e “Sardine del Lago di Garda e Salò” hanno contattato i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, chiedendo di prendere una posizione chiara e pubblica contro la dilagante politica dell’odio. A tale scopo è stato trasmesso il testo della mozione “LaScuolaNonOdia”, che gli stessi dirigenti potranno sottoporre ai collegi dei docenti e ai consigli d’istituto.
(21 febbraio 2020)
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