di Giancarlo Grassi
La questione è serissima: e Meloni giustamente, prima regina eletta di tutta la popolazione d’Italia, fratelli e sorelle, diciamo, si scaglia contro l’ingiustizia. Lo fa coi suoi toni sempre un po’ eccessivi che la rendono meno credibili di quanto vorrebbe essere. Questa volta se la prende, tweet in pungo, con alcuni imprenditori cinesi che avrebbero “costretto il personale a lavorare in condizioni igienico sanitarie precarie, giorno e notte, con turni da 10-15 ore, senza un giorno di riposo” e con paghe irrisorie. Non mancano le congratulazione istituzionali alla Guardia di Finanza di Pavia.
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Avrebbero costretto il personale a lavorare in condizioni igienico sanitarie precarie, giorno e notte, con turni da 10-15 ore, senza un giorno di riposo. Grazie alla @GDF di Pavia per aver chiuso 3 opifici e arrestato i “caporali” cinesi accusati di sfruttare i loro connazionali. pic.twitter.com/sl6MbrsZGI
— Giorgia Meloni 🇮🇹 ن (@GiorgiaMeloni) October 11, 2022
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Bene. Brava. Bis. Ora ci si aspetterebbe la stessa durezza di toni, e la stessa ferrea istituzionale determinazione contro gli imprenditori italiani che sfruttano la manodopera di migranti, spesso clandestina e ancora più spesso senza contratto, con una paga da fame dalla quale viene trattenuto l’affitto delle baracche dove li fanno dormire. Non vorremmo pensare che una premier non ancora nominata, ma a pochi passi dalla meta, cadesse nella trappola di discriminare all’interno delle sue dichiarazioni chi è sfruttato da italiani da chi è sfruttato da cinesi.
Lo scriviamo perché gli scivoloni della destra sono noti e arcinoti e può succedere di mettere un piede in fallo poco prima del trionfo. E poi la caviglia fa male. E francamente tanta materna umanità stride con la Meloni imbavagliata contro i migranti ritratta in una foto che il web non dimentica.
I fatti a Vigevano dove gli imprenditori sono stati arrestati e gli opifici chiusi dalle forze dell’Ordine.
(11 ottobre 2022)
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