di G.G.
Il sogno venduto alle masse via TeleMeloni, un tempo Rai – se ci gioca lei perché non dovremmo farlo noi – secondo il quale la sua destra diventerà il centro d’Europa è e rimarrà tale. Un sogno. Da vendere alle masse via TeleMeloni, un tempo Rai (se ci gioca lei perché non dovremmo farlo noi).
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Si chiamano numeri e stime: i Popolari Europei (c’è anche Forza Italia lì dentro) vengono dati a circa 183 seggi, i Socialisti del PSE dovrebbero arrivare a 140 (e fanno 323) poi c’è Renew Europe che dovrebbe arrivare a 86 seggi (323+86 è abbondantemente sopra i 361 voti richiesti per la maggioranza assoluta a Bruxelles che conta 720 deputati). Ma facciamo anche l’altro calcolo: i Conservatori con Fratelli d’Italia della divina Meloni dovrebbero avere 86 seggi, Identità&Democrazia della divina Le Pen 84, totale 170 che sommati ai 153 del PPE farebbe 353. Mancherebbero otto deputati per formare la maggioranza a 361 e con tutta la buona volontà di Meloni, il presidente PPE Manfred Weber, ha già dichiarato che non ci potrà essere alcuna intesa con l’estrema destra con particolare riferimento a quella di Salvini e del transalpino Rassemblement National. Verrebbero quindi a mancare 84 seggi. C’è poi la questione, secondaria rispetto al sogno televisivo, dei liberali di Macron (sempre quelli degli 86 seggi possibili) assolutamente contrari a qualsiasi tipo di collaborazione con i Conservatori di cui fa parte Fratelli d’Italia. Aggiungiamoci che i partiti del nord Europa e quello polacco, che sono dentro il PPE, manifestano sintomi di scarlattina al solo sentire accennare ad un’alleanza con la destra conservatrice.
Temiamo che Ppe, Pse, Renew diranno ampliamente la loro. E dato che qualche alleanza di convenienza – come sanno bene certi partitini dell’1% virgola poco, si trova sempre – siamo nuovamente alla realtà virtuale rispetto al sogno televisivo. Certo ci sono anche quelli che vorrebbero in maggioranza solo i parlamentari di Fratelli d’Italia agli ordini di Meloni. Non tutto il carrozzone dei Conservatori europei. Ma ci sono anche i Verdi (potenziali 48 parlamentari), che non crediamo andranno in soccorso del vagone negazionista del cambiamento climatico.
Il rischio è che l’Italia si isoli da sola, da sola si fa per dire, grazie proprio a Meloni (che sia chiaro, si sbaglia con un obbiettivo preciso, perché i conti li sa fare). Un alto motivo per plaudire al voto del settembre 2022.
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(27 maggio 2024)
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