Portati in caserma e trattenuti per sette ore nonostante avessero mostrato i documenti agli agenti come richiesto e quindi non dovessero essere trattenuti in base all’articolo 349 del codice di procedura penale. Poi, è la denuncia, donne e ragazze sarebbero state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti sulle gambe: i fatti che hanno portato a quella che, se confermata, sarebbe un’inaccettabile violenza, sono accaduti il 13 gennaio durante la manifestazione davanti ai cancelli della Leonardo a cui hanno preso parte manifestanti di Ultima Generazione, Extinction Rebellion e Palestina Libera.
La questione è già oggetto di un’interrogazione parlamentare depositata da Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera che chiede che gli “agenti della Questura di Brescia” spieghino “come mai hanno sottoposto a 7 ore di fermo. Ma, soprattutto, spieghino perché donne e ragazze sarebbero state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti sulle gambe. Di questi abusi, dopo il 2001, ne abbiamo abbastanza. Come ne abbiamo abbastanza delle denunce arbitrarie, che regolarmente cadono davanti al Pm e dei fogli di via elargiti a chiunque manifesti”.
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“Tutti – si legge nel testo dell’interrogazione presentata da Grimaldi – erano stati fermati a seguito di una manifestazione davanti alla sede della Leonardo spa, società a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza”. E Leonardo, ricorda il deputato di Avs, “è la prima produttrice bellica europea e contribuisce alla vendita di armi nell’ambito degli attuali scenari bellici, in particolare in Palestina”. “Il presidio – sottolinea – aveva lo scopo di chiedere allo Stato italiano e alla società produttrice di armamenti di interrompere ‘la complicità nel genocidio palestinese e nei crimini di guerra e contro l’umanità che si stanno consumando a Gaza”.
La risposta della questura di Brescia
“La questura” la risposta è stata trasmessa anche da La7 durante la trasmissione Tagadà “ha svolto le proprie attività di indagine e d’ufficio secondo le modalità consone del rispetto dei diritti e delle dignità delle persone. Non si risponde alle provocazioni emerse da un un video e da un comunicato diffuso alla stampa in cui si descrivono atteggiamenti che non appartengono alla Questura di Brescia e ai suoi operatori di polizia. Le modalità con cui si svolgono le perquisizioni sono quelle consone alle attività istituzionali di polizia, dunque questi uffici non sono tenuti a rispondere di alcunché. Il rispetto dei diritti delle persone è sempre stato mantenuto in qualunque momento. Tutto quanto è stato fatto è raccolto da precisi verbali redatti dagli uffici. La linea di questa questura è che sul tema quindi non si risponde”.
La denuncia dell’attivista via social
La piccata risposta della Questura di Brescia segue la denuncia via social di un’attivista che ha scritto: “Mi hanno chiesto di spogliarmi, togliermi le mutande e fare gli squat per dei controlli a detta loro. Questo trattamento è stato riservato solo a persone femminilizzate [sic], ai maschi non è stato chiesto di spogliarsi. Siamo qui in questura, siamo stati dentro quasi sette ore”.
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L’interrogazione di Alleanza Verdi Sinistra
L’interrogazione di AVS riguarda la reazione che – secondo la denuncia degli attivisti – hanno avuto le forze dell’ordine durante la manifestazione del 13 gennaio: “Tutti – si legge nel testo dell’interrogazione presentata dal deputato Grimaldi – erano stati fermati a seguito di una manifestazione davanti alla sede della Leonardo spa, società a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza”. Leonardo “è la prima produttrice bellica europea e contribuisce alla vendita di armi nell’ambito degli attuali scenari bellici, in particolare in Palestina” e il presidio aveva “lo scopo di chiedere allo Stato italiano e alla società produttrice di armamenti di interrompere ‘la complicità nel genocidio palestinese e nei crimini di guerra e contro l’umanità che si stanno consumando a Gaza”. Circa quaranta manifestanti avevano bloccato l’ingresso e srotolato striscioni; ne sono stati denunciati 28 tutti portati negli uffici della polizia dove sono stati trattenuti per 7 ore.
Una nuova polemica è servita. Chissà se, almeno qui, sapremo come sono andate davvero le cose.
(14 gennaio 2025)
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