I gravi indizi di corruzione dell’assessore all’Urbanistica di Milano, Giancarlo Tancredi, sostenuti dai pm e ravvisati dal gip il 31 luglio al momento di disporre gli arresti domiciliari, ci sono anche per i giudici del Tribunale del Riesame, ma non su singoli atti corruttivi (art.319) – come riporta il Corriere – nei quali non ha agito per interesse personale, bensì come corruzione di sistema.
Viene dunque riqualificata la sua imputazione: tuttavia “le esigenze cautelari possono per il Tribunale essere ugualmente presidiate con una misura interdittiva (la sospensione dal lavoro di dirigente comunale al quale è tornato dopo essersi dimesso da assessore)” anziché con gli arresti domiciliari ai quali si trovava.
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Tancredi è quindi tornato libero al pari dell’ex presidente della Commissione Paesaggio del Comune, Giuseppe Marinoni, e del manager di socio della “J+S spa” , Federico Pella.
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(14 agosto 2025)
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