«Che senso ha cercare un fisico scomparso ottantotto anni fa?»
Non è con questa domanda che si apre lo spettacolo “Mai più Majorana” ma, in un certo senso, è attorno a questa battuta che tutto ruota e si sviluppa. Lo spettacolo, infatti, incomincia in una stanza d’albergo dell’hotel Bologna di Napoli, seduta alla scrivania c’è una giovane donna, Anna. La vediamo intenta a riordinare carte, documenti e pensieri. È arrivata lì, a Napoli, con uno scopo molto preciso: scoprire la verità su Ettore Majorana, il fisico italiano misteriosamente scomparso proprio a Napoli il 26 marzo del 1938.
L’hotel in cui Anna alloggia non è un hotel qualunque: è lo stesso in cui ha alloggiato anche Ettore Majorana e Anna è andata lì proprio con l’intenzione di occupare la stessa stanza che ha occupato il fisico prima di scomparire. Scopre però di aver sbagliato: la stanza che lei ha richiesto non è quella in cui alloggiava il fisico. A dargli questa informazione è lo stesso Majorana, inspiegabilmente presente lì nella stanza insieme a lei.
Sorpresa – ma non troppo – dalla situazione surreale in cui si trova, Anna cerca di approfittare di questa enigmatica presenza per fare luce sugli eventi e le motivazioni che lo hanno portato a scomparire. Majorana però non può aiutarla – o non vuole? Il fisico sostiene infatti di non essere in grado di rispondere e anzi pare non sapere neanche per quale motivo si trovi lì. Vorrebbe andarsene ma non può, qualcosa lo trattiene e questo qualcosa ha molto probabilmente a che fare con Anna: che lo voglia o no, Majorana è lì per lei, è legato a lei e si ritrova costretto ad essere insieme guida e personaggio del viaggio che Anna ha intrapreso all’interno della sua storia.
La stanza d’albergo diventa così un luogo onirico e surreale in cui diversi piani spaziali e temporali si intrecciano in un gioco di compresenza perenne. Un gioco che altalena continuamente tra il presente in cui Anna e Majorana parlano, si confrontano e si conoscono, e un passato plurale, sfaccettato dove lezioni di fisica, testimonianze, incontri tra scienziati, lettere, documenti e eventi storici si susseguono nel tentativo – titanico e forse folle – di ricostruire e risolvere un mistero insolubile.
Majorana, l’uomo della rinuncia del sé, è sempre lì, con Anna, costretto a riattraversare quello che ha rifiutato: la sua biografia. Eppure, quando Anna è distratta o si distoglie, Majorana viene restituito ad un’altra dimensione – anche questa compresente ma apparentemente irraggiungibile – una dimensione altra, astratta in cui Majorana è solo e può affidare al verso poetico i suoi reali pensieri nei confronti della scienza, degli uomini, delle persone care e amate e della Natura.
“Mai più Majorana” è un lavoro coraggioso e complesso che ha l’ambizione di affrontare e sposare insieme temi di carattere scientifico e filosofico con le due peculiari e intense vicende umane dei protagonisti, facendo ricorso a uno stile di racconto profondo, poetico ma sempre leggero, aereo, delicato. Il caso del grande fisico scomparso si fa metafora perfetta per riflettere su questioni apparentemente molto distanti fra loro ma che – come le particelle di un sistema quantistico – sono a nostro avviso interdipendenti.
Intraprendere questo viaggio per noi ha significato la possibilità di interrogarci sul rapporto che l’uomo contemporaneo ha intessuto con la scienza e con la natura fisica, su come una teoria sia capace di cambiare il modo di osservare la realtà, su come nella nostra vita, come anche nelle più complesse teorie fisiche, l’azione di un singolo possa innescare una catena di eventi a volte felice, a volte dolorosa, a volte disastrosa; e ancora è stata l’occasione per interrogarsi sul significato della perdita, sul modo in cui ciascuno di noi percepisce la realtà e sulle conseguenze delle scelte che prendiamo – o che ci asteniamo dal prendere – e su cosa voglia dire, in definitiva, orientare la propria vita alla ricerca di qualcosa, o qualcuno.
Teatro degli Angeli
16 – 18 gennaio 2026
“Mai più Majorana”
di
Francesco Maruccia, Anna Manella, Leonardo Castellani
con
Anna Manella, Francesco Maruccia
ideazione e drammaturgia
Francesco Maruccia
drammaturgia fisica
Leonardo Castellani
assistenza al percorso drammaturgico
Ginevra Salvaggio
consulenze scientifiche
Rita Invernizzi, Cecilia Ferrari, Andrea Panozzo, Isabella Salvaggio
(12 gennaio 2026)
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