“Negli ultimi 35 anni il numero delle morti e degli incidenti sul lavoro è rimasto stabile, soprattutto nei settori costruzioni, agricoltura e metalmeccanica e colpisce in modo significativo i lavoratori stranieri. La sicurezza sul lavoro è a tutt’oggi un’emergenza che va affrontata con maggiore impegno e con soluzioni all’avanguardia”.
Lo dichiara Samuele Astuti, presidente della Commissione regionale d’inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel giorno della presentazione in Consiglio regionale della relazione finale.
La richiesta di istituzione della Commissione d’inchiesta era stato il primo atto delle opposizioni di centrosinistra all’inizio della legislatura, nel marzo 2023. Istituita il 17 aprile di quell’anno, ha concluso i lavori nel dicembre 2025, dopo 41 sedute e 40 audizioni.
“Bisogna intervenire in maniera più decisa per aumentare la qualità del lavoro – aggiunge Astuti -. Abbiamo approvato all’unanimità un ordine del giorno con 30 proposte, rivolte sia alla Giunta regionale sia al Governo nazionale, per rafforzare il coinvolgimento dei datori di lavoro, migliorare la formazione e, soprattutto, diffondere una cultura della sicurezza che ancora non è abbastanza presente nel nostro Paese e nella nostra Regione”.
La Commissione ha evidenziato che la formazione deve essere mirata al rischio specifico del lavoratore: “Troppo spesso oggi i corsi sono generici e poco attinenti alle reali mansioni. È necessario che i percorsi formativi tengano conto dei rischi concreti del singolo lavoratore. Colpisce che tra le vittime un terzo sia di origine straniera, questo impone che formazione e prescrizioni siano resi comprensibili a tutti. Un’attenzione particolare va diretta alle micro e piccole imprese – aggiunge il consigliere – che per ragioni strutturali incontrano maggiori difficoltà nell’implementazione delle misure di protezione e nei percorsi di formazione.
È necessario risolvere anche il problema della carenza di personale addetto alle ispezioni che deve oggi potersi dotare anche di tecnologie avanzate, come droni, software predittivi e intelligenza artificiale.
Il lavoro della Commissione rappresenta un punto di partenza, ora è fondamentale tradurre queste indicazioni in scelte concrete e continuative – conclude Astuti -. Serve inoltre proseguire nell’azione istituzionale per trasformare le analisi e le indicazioni in risultati tangibili, perché l’obiettivo imprescindibile è arrivare a zero vittime”.
(17 febbraio 2026)
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