di Redazione, #Milano
Il Comune di Milano ha deciso di ribadire, ce n’è assai bisogno visti certi candidati, il suo antifascismo, riproponendo e ampliando con una delibera di giunta la patente antifascista che dal 2018 è richiesta a enti, associazioni e singoli per svolgere iniziative e qualsiasi tipo di attività negli spazi pubblici, richiedendo una dichiarazione di rispetto dei valori della Costituzione repubblicana e antifascista che vale come rifiuto di ogni teoria neofascista e di estrema destra.
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Nel 2018 il Consiglio comunale aveva chiesto alla giunta di subordinare “l’assegnazione o concessione di spazi, suolo pubblico e sale di proprietà del Comune, patrocini, contributi di qualunque natura ad una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori e dei principi fondanti della Costituzione italiana repubblicana e antifascista”.
Milano, città Medaglia d’oro della Resistenza, è antifascista ed ha esteso l’ambito di applicazione di quella delibera anche alle procedure di selezione – bandi, avvisi e simili – relative agli immobili non destinati ad uso commerciale “dal momento che l’attività che in essi potrebbe essere legittimamente svolta, sebbene non connaturata da carattere di temporaneità, potrebbe essere in tutto assimilabili a quelle citate” nella stessa delibera antifascista di cui sopra.
L’Amministrazione comunale, nel limite della sua competenza, inviterà la Città Metropolitana di Milano e i Comuni ad essa appartenenti, i Municipi e la Regione Lombardia a promuovere un analogo indirizzo amministrativo.
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(26 agosto 2021)
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