Nessuno sa cosa è successo, nessuno conosce i fatti, ma niente. Costruiscono intere trasmissioni su ciò che è successo a Crans-Montana ipotizzando cose che nessuno può ipotizzare perché nessuno sa esattamente cos’è successo. Così mentre conduttori paludatissimi con vestito serio annuiscono continuamente in primo piano a chiunque dica la qualunque, non si sa se per scelta degli autori e per alzheimer galoppante, inviate e inviati raccontano cose che non sanno. Perché nessuno sa niente.
Le autorità svizzere tacciono, perché c’è anche chi ha il buon gusto di tacere quando non si può dire nulla, così che ci si sofferma su ciò che non si sa, invitando gli esperti da mercato a insinuare di colpevolezze, a dire ciò che pensano su cose che non conoscono: così si va dalla proposizione ripetuta di video girati durante la tragedia [sic] all’ipotesi di mancanza di estintori, alle quattro nazionalità coinvolte; si dà già un titolo (un titolo!!!) alla disgrazia (perché senza titolo che giornalismo sarebbe?) e si ripropongono fino alla nausea i video girati durante i fatti (“Ils vont mourir! Ils vont mourir!”) con contorno di finta empatia, inviati che non avendo niente da dire si riempiono di potevano, potrebbe, sarebbe, ipotizziamo, forse è successo che…, e varie interviste di nessunissima importanza.
La qualunque pur di riempire uno spazio di informazione che sarebbe vergognoso persino definire tale se il livello del cattivo gusto non fosse sceso, e da lustri, al punto più basso mai visto (inimmaginabile, in tempi civili) con categorie che un tempo venivano considerate colte, sempre più colpevoli dell’imbarbarimento culturale del Paese.
Poi si cita la Farnesina. Chè tocca pur citare la Farnesina che fa tanto informazioneseria. Una vera vergogna.
(2 gennaio 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
